Gemme

Gemmologia, la bellezza perlacea e sfaccettata di una professione

gemmologia

Esaltare dolcezza e personalità femminili, attraverso la durezza elegante delle pietre preziose e l’incisività policroma dei loro riflessi, per farne elementi unici di identità marcate e senza eguali.

Floriana Iacovelli è una gemmologa. Una passione ed una professionalità che da qualche tempo registrano un costante incremento di attenzioni e progressiva familiarità con la ricerca, la formazione e l’applicazione relative al fascino discreto del regno minerale.

Frammenti inorganici capaci di emozionare, ammaliare, rapire ed esercitare ogni genere di magnetismo, che però affidano lo scettro della specie alle eccezioni supreme d’altri regni: sua maestà il “corallo” e la regina di tutte le gemme, la “perla”.

Il suo studio-laboratorio a Bari è un concentrato di riflessi che abbraccia con gusto l’eleganza raffinata della semplicità e dell’essenzialità. Una formula vincente per entrare in sintonia con gli interlocutori senza tramiti e coglierne a fondo aspettative, carattere e doti celate.

Professione decisamente non comune la sua, come si diventa gemmologi?

Il diploma di gemmologo si consegue frequentando i corsi di gemmologia su diamante, perle, pietre di colore e sostenendo gli esami finali per ciascuna materia. Io mi sono diplomata presso l’I.G.I (Istituto Gemmologico Italiano) di Milano – Sesto San Giovanni. Di seguito ho conseguito, presso lo stesso Istituto, il diploma europeo F.e.e.g. (Federation for european education in gemmology). Un percorso affascinante ma piuttosto impegnativo. Ma bisogna anche dire che la “professione gemmologo”, in Italia, formalmente non esiste.

Magari anche perché la stessa industria di settore fa poco per valorizzarlo. E in Europa?

A quanto mi risulta in Europa il gemmologo ha un riconoscimento professionale più ampio. L’orientamento generale in tutti i settori merceologici è quello di puntare sempre di più sulla certificazione di qualità; nel settore gioielleria si dibatte ancora molto sulle modalità di adozione di una legislazione, che obblighi alla certificazione della natura e della qualità dei materiali impiegati nelle varie fasi dei processi produttivi. Ci sono varie proposte e disegni di legge sulla materia; se ne è ampiamente discusso, a giugno scorso, in occasione del recente Convegno di Gemmologia Scientifica (del cui Comitato Organizzativo ho fatto parte), tenuto proprio a Bari, la città in cui vivo ed opero.

Una prospettiva da suggerire ai giovani in cerca di professionalità da spendere nel mondo del lavoro?

Mi piacerebbe molto poter dire “oggi” che la professione di gemmologo, il cui compito consiste nell’accertare, attraverso l’analisi gemmologica, la natura e la qualità dei materiali esaminati, possa essere ampiamente richiesta nel mondo del lavoro. Io ho voluto perseguire fortemente questa specializzazione, che ritenevo fosse un ingrediente importante per il completamento di un interessante percorso professionale nel settore gioielleria.

“I gioielli che realizzo non sono destinati a tutti: sono destinati ad ognuno. Crearli e indossarli, é una scelta sensoriale, di carattere, e di cuore”, sottolinea Floriana Iacovelli mentre sistema in una delle sue vetrine di esposizione alcune delle ultime creazioni.

E rispondendo a una domanda sulla luce di Puglia che attraversa le sue pietre, annuncia in anteprima il tema della prossima collezione, tutto centrato proprio su “I colori di Puglia” raccontati e fissati nella bellezza cristallina delle sue gemme.

Fonte: affaritaliani.it

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